I nostri progetti di Ricerca

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Promuovere la ricerca nel campo delle scienze biomediche e dell’organizzazione sanitaria realizzare progetti scientifici di grande importanza e urgenza per il presente e il futuro del nostro Paese è l’impegno preso dalla Fondazione del Gruppo Ospedaliero San Donato.

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La Ricerca

Attualmente si sta affermando e diffondendo un nuovo approccio terapeutico che vede una grande collaborazione tra le competenze dei medici, dei biologi e degli ingegneri: la Medicina Rigenerativa. Nonostante i notevoli progressi e miglioramenti introdotti dalla chirurgia, dalla tecnologia e dalla farmacologia, non si è sempre in grado di rispondere adeguatamente ai danni più gravi che il nostro organismo può subire. La medicina rigenerativa offre, in osservanza ai principi etici e ad una sicura pratica clinica, nuove terapie che sfruttano la proprietà rigenerativa dell’organismo utilizzando le stesse cellule del paziente.

– Giuseppe Banfi, Direttore Scientifico Gruppo Ospedaliero San Donato Foundation

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Attenzione

La GSD Foundation comunica che al momento le donazioni possono avvenire esclusivamente tramite conto corrente postale, bonifico bancario o carta di credito.
La GSD Foundation non ha incaricato alcun soggetto ad istituire presidi per la raccolta di donazioni in denaro contante.
Vi invitiamo quindi a diffidare di chiunque vi rivolga richieste di denaro a nome della GSD Foundation.

Per info: Mary Grataloup

Tel. 0252774727

Obiettivo

Finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e cofinanziato da GSD Foundation, il progetto ha lo scopo di studiare i meccanismi che portano al peggioramento della funzione cardiaca a seguito del trattamento dell’infarto acuto. La loro migliore conoscenza potrebbe portare a migliorare la terapia diagnosticando in anticipo chi potrebbe avere una evoluzione sfavorevole.

Presupposti scientifici

Negli ultimi 20 anni la mortalità per infarto del miocardio si è ridotta del 30% mentre la mortalità per scompenso cardiaco è aumentata del 50%. Il miglioramento della terapia del trattamento dell’infarto acuto permette di salvare la vita di molti pazienti ma lascia cuori con funzione peggiorata causando lo scompenso cardiaco. L’alta mortalità associata all’infarto cardiaco rende necessaria la conoscenza degli eventi molecolari che portano alla malattia per meglio comprendere i meccanismi patogenetici e indirizzare la terapia. Il progetto prevede una prima fase di reclutamento dei pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa postinfartuale e destinati a ricostruzione del ventricolo sinistro (SVR) avvalendosi fra l’altro di un software che opera off-line rispetto alla RMC e che consente di definire contemporaneamente diversi parametri volumetrici.

Attività

pazienti verranno sottoposti ad intervento di riduzione volumetrica del ventricolo sinistro e studiati per mezzo di un innovativo sistema software che permette di fare valutazioni non solo anatomiche ma anche funzionali creando modelli predittivi sul recupero di funzione. Per mezzo di biopsie del tessuto miocardio verrà studiata l’espressione di geni e di microRNA per conoscere la situazione molecolare che determina differenti evoluzioni cliniche dei pazienti. Oggi non si conoscono le cause di evoluzioni maligne del tessuto infartuato, in alcuni casi il danno è estremamente limitato mentre in altri il danno è gravissimo, nonostante le dimensioni dell’infarto siano le stesse.

Chi beneficerà dei risultati

Tutti coloro che, dopo un infarto acuto, presentano una dilatazione del ventricolo tale da limitarne in modo importante la funzione. Collaborazioni: Istituto Dermopatico dell’Immacolata I.R.C.C.S.; Università di Firenze; Multimedica I.R.C.C.S.; Università di Roma “La Sapienza”; Istituto Superiore di Sanità. Finanziamento della Fondazione al progetto:300.000 Euro

Chi ha uno scompenso cardiaco ha una qualità ed una aspettativa di vita molto bassa. Capire e conoscere i meccanismi che determinano lo scompenso vuol dire migliorare la funzione del cuore, restituendo ai pazienti la possibilità di una vita normale. – Lorenzo Menicanti, responsabile del Progetto