Stress

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La relazione tra Cuore e Psiche ha radici antichissime e complesse, difficili da districare, lo dimostra la querelle che, nell’antichità, ha attraversato la Scienza e la Filosofia, a Oriente e a Occidente. 

Per Platone e Ippocrate, la sede della Psiche, intesa come attività mentale, era il cervello, mentre il cuore era la sede delle passioni, dell’anima desiderante; per Aristotele la psyché alloggiava nel cuore. In tutti i casi i filosofi antichi sapevano, per scienza ed esperienza, come le emozioni possono sopraffare il cuore e danneggiarlo, fino a metterne in pericolo l’attività e quindi la vita stessa.

La medicina moderna ha dimostrato, fin dagli anni ’40, che uno stress grave, una minaccia per la propria vita o la perdita di una persona cara, è in grado di causare una catastrofe cardiaca, e studi ampissimi e recenti hanno dimostrato la stretta relazione tra ansia, depressione, emozioni, stress e Cuore. Attualmente, lo stress è diventato un aspetto talmente normale nella nostra vita in ambito lavorativo, familiare e sportivo che ormai lo si considera un fenomeno comune e diffuso da dover accettare con rassegnazione, una conseguenza da pagare per poter sostenere i ritmi frenetici e competitivi odierni ed essere “sempre al passo” di un mondo sempre più rapido e immediato, sottovalutando le sue conseguenze sul piano della salute. Numerosi sono i fattori che possono generare stress e altrettanto vari i suoi effetti sul benessere psicologico, sullo stato di salute, sulle relazioni interpersonali, sull’efficienza lavorativa e sui costi per il suo trattamento.

Nel linguaggio medico, lo stress viene definito come la risposta funzionale con la quale l’organismo reagisce a uno stimolo negativo o avverso di qualsiasi natura attraverso l’attivazione di circuiti neurofisiologici e la produzione di ormoni specifici. Esso viene percepito dall’organismo come un’alterazione dell’omeostasi che attiva immediatamente il cosiddetto sistema dello stress producendo risposte adattative fisiologiche (risposte periferiche) e comportamentali (risposte centrali).

L’attivazione della risposta dipende dall’intensità dello stress, dallo stato fisico della persona, da esperienze precedenti e dalla predisposizione genetica. Le capacità di far fronte allo stress possono essere inficiate da disturbi dell’umore, d’ansia o di stress post-traumatico. Quello che è importante considerare è che bisogna cercare di fare un utilizzo sano dello stress. Nel caso del cuore, una costante sovraeccitazione della pompa cardiaca rischia di comprometterne la funzionalità portando così a patologie cardiache e vascolari.

Le emozioni originano dall’azione coordinata e bilanciata di molte regioni del cervello, situate principalmente nel sistema limbico, la parte più antica e comune a tutti i cervelli dei mammiferi. Lo stress, insieme all’alimentazione, allo stile di vita sano è, quindi, un elemento focale del nostro benessere generale e cardiaco.

Ovviamente, anche la malattia costituisce di per sé un evento altamente stressante, che può essere percepito come una minaccia che mette in pericolo la vita fisica e relazionale o come una frustrazione, un ostacolo al raggiungimento di obiettivi di vita predeterminati in ambito affettivo e professionale. La risposta dello stress è modulata dalle caratteristiche psicologiche della persona sia nella fase di percezione ed elaborazione dei fattori stressanti sia nella fase di fronteggiamento dei fattori stressanti stessi. Le reazioni depressive, l’ansia, l’irritabilità, vengono spesso ritenute una conseguenza dell’esperienza traumatica di malattia che possono influenzare il decorso e la prognosi della malattia stessa.

Se la malattia, in particolare quella cardiaca, può essere considerata un evento stressante, dobbiamo ricordare che essa inoltre può aumentare la vulnerabilità ad altri stimoli stressanti come: difficoltà nella relazione con il partner, cambiamento degli obiettivi di vita, perdita del lavoro, problemi finanziari e isolamento sociale.

Numerosi studi provano che supporto psicologico e psicoterapeutico, tecniche di rilassamento e rilassamento profondo sono in grado di proteggere il cuore. In particolare, una meta-analisi che ha riguardato quasi trenta studi controllati, ha evidenziato che le persone che avevano avuto infarti e altre patologie cardiache e che avevano praticato tecniche antistress e di sostegno psicologico avevano ottenuto svariati benefici, come la riduzione della frequenza cardiaca a riposo, aumento della variabilità cardiaca, miglioramento dell’energia e della resistenza allo sforzo, con conseguente riduzione di infarti successivi e di mortalità.