Ictus

L’accidente cerebrovascolare (stroke), conosciuto anche come apoplessia o attacco cerebrale, colpisce circa 196.000 persone all’anno, in Italia.

Le sue conseguenze sono molto pericolose:

  • 1 persona su 5 muore nel mese seguente
  • 2 persone su 3 hanno delle conseguenze permanenti
  • 1 su 3 rischia una recidiva nei cinque anni a seguire
  • 1 su 4 non riprenderà l’attività professionale
  • 1 su 3 diventerà dipendente da altre persone

L’ictus ischemico (o infarto cerebrale) corrisponde alla necrosi delle cellule cerebrali. Esse non sono più adeguatamente irrorate dai vasi sanguigni a causa dell’occlusione dei tronchi arteriosi maggiori, che avviene per via di placche arteriose ristrette.

L’occlusione di un’arteria cerebrale può anche essere dovuta a un coagulo di sangue che va nei grandi vasi che irrorano il cervello, come la carotide, l’aorta o altri. Si parla, in questo caso, di embolia cerebrale. L’embolia può anche essere causata dalle cavità cardiache quando, per esempio, esistono dei disturbi del ritmo come un’aritmia per fibrillazione atriale.

L’occlusione può formarsi direttamente in tutti i piccoli vasi, con più frequenza nei diabetici e negli ipertesi. Si formano allora piccoli buchi a livello del tessuto cerebrale.

Ci sono due tipi principali di ictus:

  • Ischemico, dovuto all’ostruzione di un’arteria
  • Emorragico, causato dalla rottura di un’arteria

In entrambi i casi, il cervello è in pericolo di “morte”.

A seconda della zona del cervello colpita, le conseguenze posso essere terribili:

  • Paralisi, più o meno completa, di una o più parti del corpo
  • Diminuzione o scomparsa della sensibilità del volto o degli arti
  • Difficoltà d’espressione, di parlare, di comprensione, disturbi della memoria e dell’equilibrio.

Il 25% dei casi di Ictus accertati sono causati dall’aterosclerosi, il 25% dall’embolia che parte dal cuore, un altro 25% all’occlusione dei piccoli vasi cerebrali.

Per quanto riguarda il restante 25%, ci sono più di 80 cause differenti responsabili dell’ictus, come l’eccesso di globuli rossi, l’eccesso di placche o un’infiammazione dei vasi.