Cuore e alimentazione

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Negli ultimi tre decenni, si è registrato un allarmante aumento di obesità e diabete mellito. Solo negli Stati Uniti, la prevalenza dell’obesità raggiunge oggi il 25-30% della popolazione, mentre l’Europa si attesta intorno al 15-20% (diverse decine di milioni di individui). 

In Italia, nelle regioni Campania, Basilicata e Calabria, quasi il 50% della popolazione è sovrappeso o obesa. Paesi con economie emergenti quali Cina, India, Russia e Brasile stanno rapidamente raggiungendo la stessa percentuale. Purtroppo, l’obesità e il diabete si inquadrano all’interno della più vasta sindrome metabolica che comprende patologie quali l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia e, nella sua definizione iniziale proposta nel 1988 da Gerald Reaven, anche la iperuricemia. Tutte queste condizioni predispongono l’individuo affetto da tale sindrome a patologie del cuore e dei grossi vasi.

Un corretto stile di vita è fondamentale per prevenire l’insorgenza di obesità e diabete e, più in generale, della sindrome metabolica. Il Center for Diseases Control di Atlanta, Georgia (USA), ha stimato che scorretta nutrizione e sedentarietà costituiscono la seconda causa di morte nell’umanità dopo il fumo di sigaretta. Dieta, intesa come corretta alimentazione e attività fisica adeguata costituiscono perciò i cardini per vivere meglio e più a lungo. Ad esempio, un’assunzione frequente di cibi a elevato indice glicemico è associata a un maggiore rischio di sviluppare obesità, diabete e malattie cardiovascolari. Viceversa, diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che la assunzione di adeguate quantità di frutta e vegetali (alimenti particolarmente ricchi di fibre e di sostanze antiossidanti) è stata inversamente correlata all’insorgenza di patologia cardiovascolare. Infatti, da un lato le fibre rallentano l’assorbimento dei carboidrati, riducendo pertanto l’iperglicemia post-prandiale e dall’altro le sostanze antiossidanti proteggono le arterie dalla formazione della placca arteriosclerotica.

Parallelamente a una corretta alimentazione, un adeguato livello di attività fisica gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Infatti, numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un ruolo protettivo dello sport e comunque di una vita attiva e di movimento nel prevenire l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco.

Tra le varie tipologie di sport e di attività fisica che possono essere praticate, sicuramente l’allenamento aerobico è quello che si è dimostrato più efficace nella prevenzione di patologie cardiovascolari.

In particolare, attività fisica di sufficiente durata (almeno 30-45 minuti) a intensità media (circa il 50% del consumo massimo di ossigeno di ciascun individuo) con una frequenza di almeno 3 sessioni settimanali (di fatto, a giorni alterni), è il consiglio delle principali società scientifiche di riferimento. Un buon livello di attività fisica non è solo importante per la prevenzione di malattie cardiovascolari, ma serve anche durante il trattamento farmacologico delle stesse, ad esempio stabilizzando i livelli pressori, migliorando il compenso glicemico nei cardiopatici diabetici e riducendo la dose dei farmaci antipertensivi e antidiabetici utilizzati.

Tutte le azioni descritte hanno l’effetto finale di migliorare anche globalmente la qualità della vita dei soggetti affetti da patologie cardiovascolari. Le malattie cardiovascolari sono, pertanto, strettamente embricate e correlate dal punto di vista causale con obesità e diabete mellito. Quindi, è necessario un approccio multidisciplinare che, oltre a trattare farmacologicamente la patologia cardiovascolare di base, metta in atto tutte quelle misure volte a prevenire e/o trattare obesità e diabete mellito che possono causare e/o aggravare il decorso delle malattie cardiovascolari.